Il gruppo nasce quando Luigi Bartoccioni, giornalista Rai, viene in contatto con alcuni abitanti di Nocera che si riunivano tradizionalmente nelle occasioni rituali per cantare il Maggio (30 aprile) e la Passione (Settimana Santa). Si trattava perciò non di un progetto di revival, bensì di una proposta di repertori tradizionali dell’area da parte di esecutori tradizionali. Battezzati «Quelli di Nocera», vengono portati a Roma nel 1975 agli studi della rca, dove incidono i brani che vengono pubblicati in disco lp lo stesso anno.
Sempre con Bartoccioni come manager vengono invitati a rassegne e manifestazioni anche fuori regione: al Folkstudio a Roma più di una volta, a Salerno, Milano, Bologna. Il loro repertorio si compone di canti ancora vitali nella zona – quali il Maggio, la Passione e le serenate –, alcuni memorizzati ma non più in funzione, come i canti «a patoccu», «la bifolchetta», i canti narrativi e in ottava rima.
Da un’intervista a Settimio Riboloni, uno dei componenti del gruppo.
Componenti:
Pietro Fabbri era quello che faceva le poesie, poi l’ho fatte anch’io anche dopo. L’ho fatte piccole raccolte anch’io. E poi c’era Bravi Libero. Però Libero Bravi a braccio era molto bravo, cantava spesso in contrasto con Pietro.
Del gruppo facevano parte i già citati Pietro Fabbri e Libero Bravi, Anna Riboloni e Vincenzo Serrani, che eseguivano i canti bivocali «a patoccu» e Antonio Frate, tutti ormai scomparsi.
Restano della formazione originaria, oltre a Settimio Riboloni, Carlo Cetorelli e il suonatore di organetto Filippo Riboloni.






