Ce se sente!

Una Vendita “Infestata”

Ecco un’analisi dettagliata dello spettacolo teatrale “Ce se sente”, scritto e diretto da Ivano Parlanti, ideale per un post che ne metta in luce la trama e la comicità travolgente.
👻 RECENSIONE TEATRALE: “CE SE SENTE” – Intrighi, Fantasmi e Risate in dialetto.

Il fulcro della vicenda è la messa in vendita di una vecchia abitazione. Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questa decisione. Per far saltare l’affare e scoraggiare i potenziali acquirenti, chi si oppone decide di giocare la carta della superstizione: nasce così la diceria che nella casa “Ce se sente”.

Nel dialetto locale, l’espressione indica chiaramente la presenza di fantasmi e attività paranormali. Da qui parte un piano diabolico e divertentissimo: i personaggi iniziano a travestirsi da spettri per terrorizzare chiunque metta piede nella casa, creando un clima di tensione comica irresistibile.
🎭 I Punti di Forza dello Spettacolo

L'Equivoco come Motore: La commedia vive di scambi di persona e situazioni paradossali. Lo spettatore ride perché sa la verità, mentre i poveri malcapitati in scena fuggono terrorizzati da "lenzuoli bianchi" mossi da interessi tutt'altro che ultraterreni.

Il Dialetto Moranese: La lingua è la vera protagonista. Parlanti usa il dialetto non solo per dare colore, ma come strumento ritmico: le battute sono veloci, i modi di dire sono autentici e arrivano diretti al cuore (e alla pancia) del pubblico.

Caratterizzazione dei Personaggi: Ogni attore incarna un tipo umano riconoscibile: dal furbo che architetta il piano, all'ingenuo che crede davvero ai fantasmi, fino agli aspiranti acquirenti che passano dal desiderio di comprare al terrore puro.

Perché Guardarlo?

“Ce se sente” non è solo una storia di fantasmi finti, ma una satira sagace sugli interessi materiali che si nascondono dietro i legami familiari e di vicinato. La regia di Ivano Parlanti riesce a mantenere alta l’attenzione per tutta la durata, trasformando una contesa immobiliare in una girandola di gag visive e verbali.

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