1969, tra sogno e mito

🚲 L’Estate di Chiara

C’è un’estate che i ragazzini del paesetto non potranno mai dimenticare: quella del 1969. Mentre il mondo intero guardava la Luna, un gruppetto di adolescenti aveva gli occhi puntati su una meta molto più vicina, ma altrettanto irraggiungibile: un modesto spaccio di alimentari in fondo a una stradina di campagna. Lì viveva Chiara.

Era lei il centro di gravitĂ  permanente di quel manipolo di sognatori in bicicletta. Chiara sapeva di avere il potere: distribuiva sorrisi e cenni d’intesa con la precisione di un farmacista, centellinandoli sapientemente per tenere tutti sulla corda. Per un suo sguardo, quei ragazzi erano disposti a sfidare temporali estivi e scorciatoie che si infilavano nei boschetti circostanti.

La mamma di Chiara osservava con tenerezza il rito serale dei ragazzini rumoreggianti. In quel casolare isolato, ai margini del mondo, la loro visita era una benedizione che rompeva la solitudine e l’isolamento della figliola. Spesso li invitava a restare a cena, trasformando lo spaccio in un rifugio di risate e primi amori sotto la luce fioca delle lampadine.

Tutto sembrava procedere secondo i ritmi lenti e dolci della campagna. Mentre l’oscuritĂ  calava piĂą densa del solito e i grilli smettevano improvvisamente di frinire e un episodio ancor oggi tutto da decifrare cambiò per sempre il destino di quell’estate. Infatti quella che era una sera come tante altre…

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