Nella tradizione della poesia estemporanea e popolare toscana, l’ottava rima è sempre stata lo stampo in cui colare la realtà: dalle gesta dei paladini di Francia alle cronache quotidiane di paese. Il componimento di Pietro Fabbri, Il Maiale scappato, si inserisce perfettamente in questo solco, trasformando un banale incidente di campagna in una piccola epopea tragicomica.
La Trama: Una Fuga per la Sopravvivenza
Il canto si apre con un’atmosfera quasi solenne (“Almeno a quanto il popolo bisbiglia”), introducendo il protagonista involontario: un maiale destinato al sostentamento familiare. Fabbri umanizza l’animale, descrivendolo come “presago al triste suo destino”. Questa consapevolezza spinge la bestia a un atto di ribellione eroica: il salto dal camioncino in corsa.
Il contrasto narrativo è netto:
Il padrone: Preoccupato solo dall’efficienza domestica, s’infuria perché l’acqua per la pelatura non bolle ancora.
L’animale: Impegnato in una “lunghissima gimcana” per le strade del circondario della conceria.
Al di là dell’aneddoto, il canto di Fabbri riflette un mondo rurale dove la sopravvivenza dipendeva dalla “festa del maiale”, un rito cruento ma necessario. L’abilità del poeta sta nel mantenere il ritmo incalzante tipico del canto a braccio, rendendo l’ascoltatore partecipe della concitazione della ricerca, quasi come se si trovasse anche lui insieme ai “volontari” a ripercorrere l’itinerario a gran velocità. Nota di colore: La scelta del termine “scortichini” per indicare i macellai chiude il componimento con un’immagine vivida e popolare, tipica di chi sa che la poesia non serve solo a lodare le stelle, ma anche a raccontare la vita terrena, il fango e le sue peripezie.
Pietro Fabbri – Il Maiale scappato.mp3
Giù per Nocera Scalo so’ che un tale almeno a quanto il popolo bisbiglia era partito a caricare un maiale per l’uso destinato alla famiglia, però lungo il tragitto l’animale, senza che alcun lo aiuta o lo consiglia, forse presago al triste suo destino decide di saltar via dal camioncino, quel tale giunto al luogo in cui dimora, dato che finì presto, aveva premura s’arrabbia perché l’acqua un bolle ancora quell’acqua, detta per la pelatura.
Poi, quando quella è pronta e giunge l’ora, la stessa vista sua non è sicura, restando esterrefatto e rintontito che dalla cesta il Porco era sparito. Ripercorre lo stesso itinerario a gran velocità nel senso inverso, insieme di qualche altro volontario, sperando di trovar quel che si è perso, e della conceria nel circondario lo trovano però tutto perverso nel farsi prendere.
Perché aveva capito di ritornar da dove era fuggito dopo di una lunghissima gimcana con una corda al collo viene ripreso, ma quello in terra spesso gli si spiana e trascinato viene a tutto peso. Che nel sentir la pelle sua malsana, pensò che 1000 volte avria preteso farne dono alla concia di giardini che farlo massacrar da’ i scortichini.