Settimio è stato uno degli ultimi grandi cantastorie e poeti a braccio della zona di Nocera Umbra (in particolare legato alla zona di Annifo e Collecroce).

- Il Custode della Memoria: La sua funzione sociale era quella di “cronista in rima”. In un’epoca in cui la televisione non era ancora il centro del mondo, poeti come lui avevano il compito di tramandare i fatti storici locali affinché non venissero dimenticati.
- Il Poeta dell’Ottava Rima: Utilizzava l’ottava rima, una forma che nell’Italia centrale è stata per secoli il linguaggio dei pastori e dei contadini colti per narrare storie epiche o tragiche.
Il legame con la Resistenza
La vita di Riboloni è indissolubilmente legata agli eventi del 17 aprile 1944. Non fu solo un poeta, ma un testimone oculare o diretto dei dolori del rastrellamento nazifascista che colpì le montagne tra Nocera Umbra e Foligno.
- Le sue rime sono diventate dei veri e propri “documenti storici” per l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), tanto che i suoi testi vengono ancora letti e cantati durante le commemorazioni ufficiali dell’eccidio di Collecroce.
- È stato una figura cardine per l’associazione Monte Selva e per la rassegna “Memorie Cantate”, un evento che si tiene annualmente a Le Prata (Nocera Umbra) proprio per celebrare i cantastorie che hanno raccontato la guerra e il dopoguerra.
La scomparsa e l’eredità
Settimio Riboloni è venuto a mancare qualche anno fa (le cronache locali lo ricordano con affetto in occasione di eventi del 2021 come un “pilastro scomparso” della memoria). Oggi il suo testimone è passato a nuovi cantastorie e ricercatori locali (come Giovanni Bravi o la famiglia Coccia) che continuano a musicare e leggere i suoi versi per evitare che il sacrificio dei giovani di Collecroce cada nell’oblio.
Curiosità: Il fatto che tu abbia il testo citato da Pietro Nati (membro del Comitato promotore ANPI) conferma quanto Settimio fosse stimato non solo come “artista”, ma come figura morale e civile per tutta la comunità umbra.






